31 agosto 2026

DOCUMENTI RELATIVI ALLE ORIGINI DEL CISAP

 4. Statuto del CISAP (18.2.66)

Si trascrive di seguito il primo Statuto del CISAP, letto e approvato nella riunione dei «promotori» all'Hotel Touring del 18 febbraio 1966, alla quale era presente il Console d'Italia dott. Antonio Mancini.

C.I.S.A.P  CENTRO ITALIANO IN SVIZZERA PER L’AVVIAMENTO PROFESSIONALE
Jägerweg 7 (Quartiere Breitenrain), 3014 Berna

Statuto

I. Nome, sede, organizzazione e scopo

Articolo 1

1.     Sotto il nome di Centro Italiano in Svizzera per l'Addestramento Professionale (detto in seguito CISAP) è costituita una associazione senza alcun scopo di lucro (Art.60 del Codice Civile Svizzero) con sede a Berna.

2.     Questa associazione è costituita dal Consiglio del CISAP, formato da tutti i promotori del Centro.

Articolo 2

L'associazione ha per scopo di consentire ai lavoratori italiani di formarsi culturalmente e di apprendere un mestiere. Per conseguire tale scopo dovranno essere organizzati dei corsi, in modo che i partecipanti possano, superato l'esame finale, ottenere un certificato ufficiale italiano e, se lo desiderano, iscriversi ad una scuola professionale svizzera o presentarsi all'esame di fine tirocinio per ricevere un attestato di capacità che li autorizzi a denominarsi operai qualificati -sempre che adempiano ai requisiti richiesti dall' Art.30 della Legge Federale sulla Formazione Professionale:

II. Soci onorari e consiglieri

Articolo 3

1.     Il cocietariato d'onore è concesso dal Consiglio, su preposta del Comitato di direzione, a tutte le persone di buona moralità che, come rappresentanti di un ente sia pubblico che privato, sia a titolo privato, riconoscono il presente Statuto, si rendono benemeriti per la realizzazione dello scopo del Centro ed effettuano un versamento di almeno 1.000 franchi[1] o donano al Centro materiali di valore uguale.

1.     I soci onorari non hanno diritto di voto: fra essi Presidente d’onore ê . titolare del Consolato d'Italia a Berna.

2.     Le dimissioni di un socio onorario, o di un consigliere, possono essere date per il 31 dicembre, osservando un preavviso di tre-mesi.

3.     L'espulsione di un socio onorario, o di un consigliere, e decisa dal Consiglio, su proposta del Comitato di direzione, a maggioranza del 50%+1 dei consiglieri. Essa è prevista ogni qualvolta un socio onorario, o un consigliere, non osservi queste disposizioni statutarie o leda il prestigio, il buon nome o l'attività` del Centro o dei suoi soci onorari o consiglieri.

4.    Per ogni consigliere, dimissionario o espulso, il Consiglio, su proposta del Comitato di direzione, deve cercare di reperire un nuovo consigliere, in modo che mai il loro numero complessivo scenda al di sotto dell'80% di quello che era al momento della costituzione del Centro.

 III. Quote e fondi

Articolo 4

1.     Il Centro ricava í: propri fondi dai contributi concessi dai Ministeri e dalle competenti istituzioni ufficiali; da enti pubblici e privati; da persone fisiche; dalle quote di iscrizione ai corsi ed, infine, da donazioni o lasciti.
I consiglieri versano una quota annuale di 10.- al minimo[2].

2.     Le quote d'iscrizione ai corsi vengono fissate ogni anno per i relativi bienni di studio.

IV. Consiglio

Articolo 5

I promotori del Centro si costituiscono in Consiglio ed eleggono un presidente.

Almeno una volta all’anno il Consiglio è convocato dal presidente, di sua iniziativa o su richiesta del Comitato di direzione. Il 50%+1 dei soci può sempre richiedere al Comitato di direzione la convocazione del Consiglio, ogni qual volta sia ritenuto necessario.

Il Consiglio ha le seguenti attribuzioni:

a.      esame ed approvazione dei rapporti di gestione e dei conti re­lativi e determinazione delle linee generali dell’attività da svolgere

b.     concessione del societariato d'onore, accettazione delle dimissioni o decisione sulle espulsioni

c.      determinazione dell'ammontare delle quote d'iscrizione ai corsi da svolgere

d.     eventuali necessarie modifiche statutarie, con una maggioranza del 50%+1 dei consiglieri.

 V. Comitato di direzione

Articolo 6

Il Comitato di direzione è formato dal Direttore[3], dal Segretario e dal Cassiere, coadiuvati dal numero di consiglieri tecnici[4] da essi ritenuti necessari.

Il Comitato è l'organo esecutivo dell'associazione e la rappresenta all'interno e di fronte ai terzi tramite il Direttore[5] ed il Segretario collegialmente.

Il Comitato è convocato almeno una volta al mese per adottare tutte le misure necessarie al buon funzionamento del Centro e che non siano espressamente riservate al Consiglio. Per la organizzazione e la sorveglianza didattica e generale dei corsi professionali, il Comitato collabora con la Direzione didattica del Consolato d'Italia e la Direzione delle Scuole Professionali Svizzere. Uguale collaborazione è prevista con gli uffici competenti per la definizione delle modalità degli esami di fine corso.

VI. Commissione di revisione dei conti

Articolo 7

Questa commissione è formata da tre consiglieri. Essa ha in ogni momento accesso alla contabilità ed all'assemblea annuale del Consiglio deve riferire sul resoconto annuale effettuato.

VII. Amministrazione.

Articolo 8

Il segretario[6] è responsabile dell'amministrazione ed all’uopo può farsi aiutare da uno o più consiglieri.

Il cassiere tiene i libri contabili del Centro, effettua i necessari versamenti di denaro, ed è personalmente responsabile delle operazioni finanziarie effettuate.

VIII Disposizioni finali

Articolo 9

Il presidente del consiglio, i Consiglieri, i Consiglieri tecnici nel comitato di direzione, i soci onorari, possono anche essere di cittadinanza svizzera.

Per lo scioglimento dell’associazione, quali ne siano le cause, è comptente a decidere unicamente il Consiglio, su proposta del Comitato di direzione. La maggioranza richiesta è quella del 50%+1 dei consiglieri. In tal caso, tutta la sostanza, i fondi e la proprietà del Centro saranno devoluti esclusivamente alla Fondazione Mattmark.

3. In nessun caso può avvenire la loro ripartizione tra i consiglieri. Le persone in causa sono personalmente responsabii dei valori che si sarebbero appropriati.

VIII Disposizione transitoria

I soci promotori si sono costituiti in Consiglio dell’Associazione, hanno eletto all’unanimità il loro Presidente per il 1966-1967, il Consiglio di direzione e la Commissione di revisione dei conti.

Inoltre hanno deciso i corsi da tenere per l’anno 1966-1967-1968 (primo biennio), e fissato l’ammontare delle quote d’iscrizione agli stessi.

Il presente statuto, sottoscritto da tutti i soci promotori, riuniti nel Consiglio, la sera di venerdì 18 febbraio 1966, nella sala dell’Hotel Touring in Berna, entra immediatamente in vigore[7].

Cognome e nome                   Indirizzo esatto

 


[1]     In un’aggiunta postuma, non datata e senza alcun’altra indicazione, è precisato, in rosso: «all’anno».

[2]     Nella versione disponibile, «al minimo» è cancellato, senza alcuna motivazione o spiegazione.

[3]     In un’aggiunta postuma, non datata e senza alcun’altra indicazione, è precisato, in rosso: «tecnico», probabilmente riferito a Direttore. È inoltre aggiunto «Direttore amministrativo», che sostituisce, come risulta da altre parti dello Statuto, il «Segretario».

[4]     In un’aggiunta postuma, non datata e senza alcun’altra indicazione, prima introdurre la parte riguardante i consiglieri tecnici viene precisato: «Per la parte tecnica» e viene stralciato l’aggettivo «tecnici» dopo «consiglieri».

[5]     In un’aggiunta postuma, non datata e senza alcun’altra indicazione, «il Direttore» è sostituito con «i Direttori», probabilmente per includere anche il «Direttore amministrativo» (v. nota 3), al posto di «Segretario», voce cancellata. Prima di introdurre la parte riguardante i consiglieri tecnici viene precisato: «Per la parte tecnica» e viene stralciato l’aggettivo dopo «consiglieri».

[6]     Come da indicazioni precedenti, la voce «segretario» è sostituita da «Direttore amministrativo»

[7]     In questa trascrizione è lasciata la ripetizione nella numerazione romana del n. VIII. Questo Statuto è visibilmente orientato a potenziare la figura del Direttore e l’istituzione, evidentemente per salvaguardarne lo spirito e la forma originaria.

 

 


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