31 agosto 2026

Pensando a Mattmark!

Non ho potuto partecipare all'inaugurazione del Memoriale della tragedia di Mattmark, ma conosco bene i fatti e i luoghi in cui la tragedia si è verificata. È giusto commemorare i morti e ricordare i superstiti, ma sarebbe anche giusto che emergessero le responsabilità di chi non ha vigilato per evitare la tragedia.

Stato del ghiacciaio prima della tragedia del 30 agosto 1965.
So che il Cantone Vallese lo scorso anno ha presentato ufficialmente le scuse del Governo vallesano per la tragedia del 30 agosto 1965, ma la Svizzera e lo Stato italiano non sentono alcuna responsabilità, almeno indirettamente, di quanto accaduto e più in generale delle condizioni degli immigrati, della mancanza di controlli, della mancata vigilanza sulla corretta applicazione degli accordi bilaterali? Perché l’Italia non ha saputo estendere anche al Sud i benefici dello sviluppo realizzato prevalentemente al Nord, rendendo l’emigrazione una libera scelta e non più una necessità per la sopravvivenza propria e della famiglia?

Dopo la tragedia!
E perché la Confederazione, oltre che a legiferare e a controllare gli ingressi e il soggiorno degli immigrati, non ha provveduto anche a limitare lo strapotere dell’economia, a controllare meglio, sia pure attraverso i Cantoni, le autorizzazioni e le esecuzioni dei grandi lavori, a far applicare le regole di un impiego corretto e sicuro della manodopera utilizzata?


Non voglio dire che nella tragedia di Mattmark non ci sia stato dell’imprevedibile, ma mesi addietro qualcosa si sarebbe potuto fare perché qualche avvisaglia sulla mobilità del ghiacciaio c’era già stata. La paura manifestata da alcuni operai che lavoravano sulla morena avrebbe dovuto essere presa in maggiore considerazione, anche se la relativa tranquillità del ghiacciaio che si osservava nel cantiere prima del 30 agosto 1965 non faceva presagire quel che sarebbe poi accaduto.

Anche per questo è bene continuare a ricordare la tragedia di Mattmark!

Giovanni Longu
Berna 30 agosto 2026

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