Non ho potuto partecipare all'inaugurazione del Memoriale della
tragedia di Mattmark, ma conosco bene i fatti e i luoghi in cui la tragedia si
è verificata. È giusto commemorare i morti e ricordare i superstiti, ma sarebbe
anche giusto che emergessero le responsabilità di chi non ha vigilato per evitare la tragedia.
 |
| Stato del ghiacciaio prima della tragedia del 30 agosto 1965. |
So che il
Cantone Vallese lo scorso anno ha presentato ufficialmente
le scuse del Governo vallesano per la tragedia del 30 agosto 1965, ma la
Svizzera e lo Stato italiano non sentono alcuna responsabilità, almeno indirettamente, di quanto accaduto e più in generale delle condizioni degli immigrati, della
mancanza di controlli, della mancata vigilanza sulla corretta applicazione degli accordi bilaterali? Perché l’Italia
non ha saputo estendere anche al Sud i benefici dello sviluppo realizzato
prevalentemente al Nord, rendendo l’emigrazione una libera scelta e non più una
necessità per la sopravvivenza propria e della famiglia?
 |
| Dopo la tragedia! |
E perché la Confederazione, oltre che a legiferare e a controllare
gli ingressi e il soggiorno degli immigrati, non ha provveduto anche a limitare
lo strapotere dell’economia, a controllare meglio, sia pure attraverso i
Cantoni, le autorizzazioni e le esecuzioni dei grandi lavori, a far applicare
le regole di un impiego corretto e sicuro della manodopera utilizzata?
Non voglio dire che nella tragedia di Mattmark non ci sia
stato dell’imprevedibile, ma mesi addietro qualcosa si sarebbe potuto fare
perché qualche avvisaglia sulla mobilità del ghiacciaio c’era già stata. La
paura manifestata da alcuni operai che lavoravano sulla morena avrebbe dovuto
essere presa in maggiore considerazione, anche se la relativa tranquillità del
ghiacciaio che si osservava nel cantiere prima del 30 agosto 1965 non faceva
presagire quel che sarebbe poi accaduto.
Anche per questo è bene continuare a ricordare la tragedia di Mattmark!
Giovanni Longu
Berna 30 agosto 2026
Nessun commento:
Posta un commento