04 novembre 2026

Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Che si festeggi l'Unità Nazionale e persino le Forze Armate è comprensibile in un'ottica nazionalistica, come era diffusa alla fine della prima guerra mondiale; ma sfruttare ancora il dramma dei morti della prima guerra mondiale per celebrare l'Unità Nazionale in una Unione Europea (UE) che stenta ad affermarsi mi sembra eccessivo. Del resto, già Robert Schuman, uno dei fondatori dell'UE, affermò che «La frammentazione dell’Europa [in tanti Stati-nazione] è oggi un anarchismo assurdo». 

Ieri sera ho rivisto sulla Rai il docu-drama La scelta di Maria   di Francesco Miccichè sulla traslazione da Aquileia a Roma del Milite Ignoto, lasciandomi prendere da due sentimenti primordiali, la commozione e la rabbia. La commozione, anzitutto, perché con grande delicatezza ma anche crudezza veniva raccontato il reperimento e il trasporto nella basilica di Aquileia di undici salme ritrovate senza la piastrina di riconoscimento sui luoghi del massacro austro-ungarico (prima guerra mondiale). Mi ha colpito anche la forza d’animo della protagonista, Maria Bergamas, la donna che aveva perso al fronte un figlio mai individuato e prescelta per scegliere il milite ignoto da traslare a Roma all’altare della Patria.

Ho provato, però, anche tanta rabbia perché la lunga rievocazione della tragedia del 1915-18 non ha trovato il minimo spazio per una condanna esplicita, chiara e incondizionata della guerra e dell’incapacità delle autorità politiche del tempo di tentare quantomeno di risolvere le divergenze  tra Italia e Austria in modo pacifico. Capisco che in quell'ambiente prefascista la guerra, la patria e l’amor patrio erano visti in tutt'altro modo, ma quando è stato girato il docu-drama, nel 2021, il ripudio della guerra era da decenni nella Costituzione repubblicana e l'Unione Europea era in formazione dal 1957.

Credo che sia venuto il tempo, per tutti, di dire consapevolmente e decisamente NO alla guerra in qualsiasi forma e in ogni parte del mondo, di rendersi conto che la guerra è solo danno, disfatta, distruzione, morte e che solo la PACE può consentire lo sviluppo e il benessere dei popoli... pur continuando ad amare il proprio Paese, la propria Nazione, il proprio Stato.