Si è accennato che quando sorse il CISAP nel 1966, l’economia svizzera richiedeva dall'estero (e specialmente dall'Italia) molta manodopera. Poiché l’espressione «economia svizzera» potrebbe apparire troppo vaga rispetto ai campi di cui si occuperà il CISAP, va ricordato che tra il 1955 e il 1965 la Svizzera subì una radicale trasformazione sociale ed economica, grazie soprattutto allo sviluppo del settore secondario e dell’edilizia. Poiché nessuno ne prevedeva la fine in tempi brevi, la richiesta di manodopera estera per le industrie e per l’edilizia era continua. I rischi, però, come si è visto nell'articolo precedente, erano dietro l’angolo. Il CISAP cercò di ovviarli promuovendo e realizzando un sistema di formazione professionale per stranieri (allora soprattutto italiani) in grado di rispondere alle principali sfide dell’economia moderna.
Il progetto
Effettivamente, agli inizi, le difficoltà non mancarono. Si
trattava infatti di elaborare un progetto di formazione professionale
realizzabile, in linea con le esigenze dell’economia e compatibile con le
legislazioni italiana e svizzera in materia, presentarlo nelle forme opportune
alle competenti autorità italiane e svizzere a cui sarebbe stato chiesto di
sostenerlo anche finanziariamente, informare e chiedere la collaborazione delle
parti sociali, cercare insegnanti e istruttori competenti di lingua italiana,
cercare e predisporre i locali ritenuti idonei all'insegnamento e alla
formazione pratica, preparare una campagna informativa per motivare gli
eventuali interessati a iscriversi ai corsi, identificare il futuro centro con
un nome facilmente memorizzabile.
Il progetto venne messo a punto nel corso di numerosi
incontri tra i sostenitori e con l’allora console d’Italia a Berna Antonio
Mancini, che ne era un convinto sostenitore. Per presentare ai
rappresentanti delle autorità, del sindacato FLMO e dei datori di lavoro gli
elementi centrali del progetto e il «Gruppo promotore», fu proprio il Console a
organizzare un incontro di lavoro e conviviale (28 gennaio 1966) all’Hotel
Bellevue di Berna. Fu un successo perché tutti i partecipanti si convinsero
dell’opportunità di un tale Centro e della serietà con cui stava per iniziare.
Tutti si dichiararono anche disposti a sostenerne l’avvio e la vita,
compatibilmente con le leggi italiane e svizzere e le relative procedure.
Il nome CISAP e l’organigramma
Qualche giorno prima di quell’incontro «ufficiale», la
«direzione promotrice» aveva invitato il Gruppo promotore a «partecipare a
questo incontro immancabilmente». L’invito cominciava con queste parole: «La
direzione del C.A.P.I.S. è onorata di annunciare che il giorno 28 c.m. ore
20.00 all’Hotel Bellevue avrà luogo l’incontro ufficiale…». C.A.P.I.S. era
l’acronimo di «Centro Addestramento Professionale Italiano in Svizzera», con
cui il Centro stava per essere presentato.
Qualche giorno più tardi, però, uno dei promotori fece
notare che quell’abbreviazione C.A.P.I.S. conveniva evitarla perché richiamava
facilmente un’altra parola: «Cabis», che in tedesco significa cavolo. Il
giovane tecnico Daniele Ceccato propose di modificare leggermente la
denominazione e conseguentemente l’acronimo. Si decise allora di chiamare la
struttura «Centro Italiano in Svizzera per l’Addestramento Professionale» e
l’acronimo divenne C.I.S.A.P. (che diventerà semplicemente CISAP dopo aver
eliminare qualche anno più tardi i punti tra una lettera e l’altra).
Poco dopo la presentazione ufficiale, il 18 febbraio 1966 il
gruppo promotore fu convocato all'Hotel Touring per darsi una forma giuridica
(«associazione» senza scopo lucrativo ai sensi degli articoli 60 e seguenti del
Codice civile svizzero), approvare lo Statuto e decidere l’organigramma.
Presidente dell'associazione e del Comitato di direzione
venne eletto il professore di liceo Joseph Allenspach (proposto dal
console Mancini), direttore Giorgio Cenni, segretario Guido
Scognamiglio, cassiere Cinzio Bonaldo. Consiglieri tecnici nello
stesso Comitato furono eletti Giovanni e Giuseppe Bello, Franco
De Giorgi, Salvatore Di Pietro, Daniele Ceccato, Paolo Facchini, Pasquale
Tedeschi e Floriano Zanardo. Revisori dei conti Graziano Pedretti, Mirro
Prosperi e Dante Zola.
I primi corsi
Per questo i primi corsi offerti dal CISAP fin dal 1966
erano per meccanici (tornitori, fresatori, aggiustatori), automeccanici
(meccanici d’automobile, elettrauto), a cui si aggiungeranno via via
disegnatori di macchine, installatori di impianti sanitari, elettronici
radio-tv e industriali, informatici, operatori CAD, operatori CNC, addetti alla
robotica, ecc.
Tra i problemi cruciali da affrontare, prima dell’avvio dei
corsi nell'aprile del 1966, c’erano tuttavia la preparazione della sede, la
selezione degli insegnanti, il reclutamento dei corsisti, ricercare i finanziamenti
necessari, e altri ancora, di cui si tratterà nei prossimi articoli, (Segue)
Berna 24.06.2026
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