08 marzo 2026

8 marzo: religiose innovatrici

In questa Giornata internazionale della donna, dedicata soprattutto alla riflessione sulle condizioni femminili e sul processo di avvicinamento alla parità uomo-donna, si tende spesso a esaltare il «genio femminile» sull'onda di importanti progressi compiuti dalle donne da parte di scrittori, poeti, giuristi, teologi, papi, ecc. Qualche anno fa (8 marzo 2018) in un lungo articolo cercai di fare il punto della situazione nella Chiesa cattolica dopo le aperture di alcuni Papi (Pio XI, Pio XII, Paolo VI e Benedetto XIV) e soprattutto di papa Francesco. Oggi non posso che confermare i successi finora registrati, specialmente sui principi, ma sono convinto che la Chiesa cattolica ha ancora molto cammino da fare per conferire alle donne il giusto valore che meritano nella pratica. Concludevo l’articolo citato affermando che «l’unica cosa che le donne non dovrebbero fare è rassegnarsi, stare ad aspettare o peggio ancora rinunciare a sperare». In questo articolo desidero ricordare alcune «religiose» che hanno superato molti pregiudizi del loro tempo e meriterebbero di essere ricordate e imitate, tenendo ovviamente conto, del mondo in cui viviamo.

Hildegard von Bingen (1098-1179)

Ildegarda di Bingen descrive
una sua visione al suo segretario
È una santa  poco conosciuta, ma certamente interessante e importante del panorama religioso e culturale del Medioevo, caratterizzato da importanti cambiamenti in cui cominciava ad emergere anche la cultura femminile. Ildegarda di Bingen ne fu un’importante rappresentante specialmente nel campo della musica, della teologia, della pratica religiosa (scrisse, fra l’altro, molte preghiere), dell’alimentazione (inventò ricette per favorire il benessere fisico e spirituale) e della cultura in generale. Il suo vasto sapere, ma anche il suo fascino e carisma le consentirono di elargire consigli a molte personalità del suo tempo, della cultura ma anche della politica. «Lasciò un’impronta indelebile nell’evoluzione della Chiesa e del sapere, ma anche della storia del suo tempo».

Chiara D’Assisi (1193-1253)

Una santa straordinaria perché sull’esempio di Francesco d’Assisi, rinunciò a una vita agiata e felice per sacrificare se stessa in nome di un ideale di povertà e servizio verso i malati e i bisognosi. Fondò l’ordine delle Clarisse, ottenendo dal papa Innocento IV nel 1253 il «privilegio» di non possedere alcuna proprietà e l’obbligo della clausura (anche se in seguito più volte modificato).

Santa Brigida di Svezia (1303-1373)

Religiosa e mistica svedese, fondatrice dell’Ordine del Santissimo Salvatore, è con santa Caterina da Siena e santa Teresa Benedetta della Croce una delle patrone d’Europa. Nel suo tempo è stata molto critica nei confronti di autorità religiose e politiche invocando il ritorno della Chiesa a una vita evangelica autentica. Poiché allora il Papa si trovava ad Avignone (Francia), ne promosse il ritorno a Roma con l’intento di spingerlo a farsi carico di una riforma profonda della Chiesa. Brigida di Svezia non assistette al ritorno del Papa a Roma, avvenuto nel 1377, ma vi contribuì grazie alle sue preghiere e alla sua insistenza.

Santa Caterina Da Siena (1347-1380)

Religiosa, teologa, filosofa e mistica, grande testimone del suo tempo, in cui osservava intensi mutamenti. Ritenendo che la Chiesa e il Papa dovessero lasciare la loro impronta in questi cambiamenti, purché si rinnovasse, non esitò a rivolgersi a più riprese al Papa e ad altri potenti del suo tempo, senza però mai rinunciare a seguire Cristo attraverso la preghiera e il servizio verso i poveri e gli ammalati. Le sue lettere esercitarono un grande effetto su molti personaggi e avvenimenti del suo tempo. Nonostante inizialmente non avesse alcuna cultura, nel 1970 fu proclamata da Paolo VI «dottore della Chiesa».

Santa Giovanna D’Arco (1412-1431)

Ricordata soprattutto come eroina nazionale francese per aver guidato la riscossa della Francia contro l’Inghilterra (ai tempi della Guerra dei cent’anni, tra il Trecento e il Quattrocento), fu per i contemporanei anche un esempio di fede cristiana fino al martirio (arsa sul rogo come eretica), dopo essersi battuta coraggiosamente non per il potere e la gloria personale, ma per la verità, l’amore per il prossimo e la difesa del proprio Paese.

Santa Caterina da Genova (1447-1510)

Una santa poco conosciuta, che meriterebbe di esserlo maggiormente perché riuscì a far coincidere nella sua persona e nella sua azione un grande amore verso Dio e un’attenzione speciale al prossimo più bisognoso, i poveri, gli ammalati, gli appestati, gli infelici. Non tenne in alcun conto la sua provenienza (nobile e influente famiglia genovese), la ricchezza e il potere perché le bastava la fede e l’esperienza dell’amore di Dio riverberato nell’amore del prossimo.

Sant’Angela Merici (1474-1540)

È nota soprattutto come fondatrice della Compagnia delle dimesse di Sant’Orsola, meglio note come suore Orsoline, la prima congregazione secolare (perché i suoi membri vivono nel 'secolo' e non in un monastero) femminile sorta nella Chiesa. Pochi forse sanno che Angela Merici, preoccupata del basso livello d’istruzione delle ragazze (perché la scuola era un privilegio quasi esclusivamente maschile), si dedicò all’educazione dell’infanzia. Inoltre, con la Compagnia delle dimesse intese offrire a quelle donne cristiane che non volendo o non potendo sposarsi, ma non si sentivano nemmeno di entrare in un monastero, l’opportunità di rimanere fedeli a Cristo e di fare apostolato continuando a vivere nel mondo (nel 'secolo'), mantenendosi con il proprio lavoro.

Santa Teresa D’Avila (1515-1582)

Spagnola, è nota non solo come una grande mistica, ma anche come una riformatrice e protagonista di prim’ordine della Riforma cattolica attraverso un fecondo apostolato e numerosi scritti di grande valore teologico, tanto è vero che è stata la prima donna ad essere riconosciuta come «dottore della Chiesa». «Ha contribuito al rinnovamento della Chiesa stessa, offrendo un nuovo modello di carità e interpretazione del Vangelo e di una scelta di vita religiosa fatta di austerità e gioia, rigore, solitudine, in un’unione profonda fra vita mistica e vita apostolica».

Santa Teresa Di Lisieux (1873-1897)

Anche Santa Teresa di Lisieux, nota anche come Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, sebbene morta giovanissima, fu una monaca a suo modo rivoluzionaria. Proponeva infatti la ricerca della santità attraverso piccoli gesti quotidiani e l’incondizionata confidenza in Dio. «La novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della "piccola via" o della "infanzia spirituale", ha ispirato moltitudini di credenti e colpito anche molti non credenti». L’intensa vita di preghiera, di privazioni e di silenzio insieme alla solidarietà e la carità verso il prossimo la condurranno alla malattia e alla morte.

Edith Stein, Santa Teresa Benedetta della Croce (1891-1942)

Anche di questa religiosa, purtroppo, si conosce molto poco oltre al suo martirio ad Auschwitz (1942). Eppure Edith Stein, tedesca di origine ebraica, meriterebbe di essere meglio conosciuta sia come convertita, teologa, mistica, filosofa (discepola di Edmund Husserl), e sia come religiosa dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, impegnata politicamente (contro il nazismo), femminista ante litteram (rivendicava il diritto di voto delle donne). Nel 1999 fu proclamata da Giovanni Paolo II patrona dell’Europa insieme a Caterina da Siena, Brigida di Svezia, Benedetto da Norcia e Cirillo e Metodio. Il suo martirio ad Auschwitz l’ha resa un personaggio emblematico, simbolo di un’epoca di orrori, ma anche di profondi mutamenti spirituali e filosofici.

Corita Kent (1918-1986)

Corita Kent, statunitense, pittrice, grafica, insegnante è nota anche come Suor Mary Corita Kent, anche se nel 1968 lasciò l’abito e il convento. Era una suora che credeva sinceramente nella necessità e possibilità di un rinnovamento della Chiesa attraverso l’arte, la comunicazione e il linguaggio. Era molto impegnata in questo rinnovamento, ma sua opera non era apprezzata da alti prelati e dopo forti dissidi con il cardinale James McIntyre, che l’accusò di essere comunista, decise di abbandonare l’abito, l’insegnamento e il college dove insegnava. Le sue ex consorelle fondarono poi una Comunità ecumenica.

Madre Teresa di Calcutta (1910-1997)

È certamente una delle religiose più note della nostra epoca e non c’è bisogno di molte parole per ricordare quanto è in grado di fare una persona coraggiosa e invasa dallo spirito del Vangelo per i poveri, gli ammalati, gli emarginati, gli «scarti». La società civile le ha assegnato numerosi riconoscimenti e soprattutto il premio Nobel per la pace nel 1979, ma è la Chiesa che ha servito con grande spirito di devozione che l’ha proclamata dapprima «beata» con Giovanni Paolo II nel 2003 e «santa» «santa» nel 2016 con papa Francesco. I due titoli, per i cristiani, sono il massimo e Madre Teresa li ben meritati entrambi.

In conclusione

In questa veloce rassegna avrei potuto indicare molte altre figure di suore e di cristiane che hanno contribuito a tenere accesa e vivace la fiammella della fede, della speranza e della carità nella Chiesa e nel mondo nell’arco di molti secoli, ma credo che sia sufficiente averne ricordate solo alcune, come esempi di donne che hanno superato sé stesse facendosi volontariamente strumenti della Carità di Dio. Mi rincresce soprattutto di non aver avuto abbastanza spazio per ricordare anche il contributo di numerose suore che hanno affiancato i missionari nell’assistenza ai migranti nel mondo e anche in Svizzera. Tra di esse ci sono state figure di religiose straordinarie per impegno, competenza, dedizione e generosità. Andrebbero ricordate più spesso perché il loro esempio contagi anche persone non consacrate, che potrebbero essere di grande aiuto, soprattutto morale e spirituale, a molti immigrati e ai loro discendenti.

Giovanni Longu
Berna, 8 marzo 2026

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