20 gennaio 2016

Capire la Svizzera: 12. La democrazia diretta




La maggior parte dei Paesi moderni, anche di quelli europei, sono diventati «democratici», la Svizzera è in certa misura sempre stata democratica. E’ nata e si è sviluppata come un Paese in cui i diritti del popolo sono molto più estesi che altrove. Non è facile in Europa comprendere il caso Svizzera, dove la «democrazia diretta», tutt’altro che essere ritenuta un residuo di partecipazione popolare d’altri tempi (si pensi all’ agorà dei greci o ai comizi degli antichi romani), è considerata dai diretti interessati un solido baluardo della sovranità popolare. Per capirla bisogna conoscerla.

Democrazia diretta e democrazia rappresentativa
Landsgemeinde di Glarona. La prima domenica di maggio, i cittadini si riuni-
scono
sulla Zaunplatz di Glarona e decidono per alzata di mano le sorti del Cantone.
 



Anzitutto, la «democrazia diretta» non va confusa con la «Landsgemeinde» (letteralmente: «comunità del Cantone»). Questa, infatti, è solo un esempio di democrazia diretta, ormai praticato solo nei due Cantoni di Appenzello Interno e Glarona, dove i votanti si riuniscono in una piazza e votano per alzata di mano per eleggere gli amministratori e deliberare leggi locali.
Inoltre, la democrazia diretta non esclude o sminuisce, come talvolta erroneamente si pensa, la democrazia «rappresentativa», ossia quella in cui il popolo si esprime attraverso rappresentanti eletti in elezioni periodiche libere, piuttosto la rafforza. Il sistema democratico «misto» vigente in Svizzera consente al popolo di farsi governare dai propri rappresentanti diretti o indiretti (Assemblea federale, Consiglio federale, legislativi ed esecutivi cantonali e comunali, ecc.), ma anche di avere sempre, attraverso varie forme di democrazia diretta, il diritto dell’ultima parola.
In generale, tutte le democrazie moderne si basano sul principio: «la sovranità appartiene al popolo», che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione di ciascun Paese, non sempre approvata dallo stesso popolo indicato come sovrano. In Svizzera, invece, i poteri del popolo sono quasi illimitati. Certamente, in nessun Paese occidentale il popolo ne ha così tanti come quello svizzero. Basti pensare che in Svizzera non è possibile che la Costituzione sia modificata senza l’approvazione del popolo.

Perché in Svizzera c’è la democrazia diretta?
Prima di osservare da vicino le forme e i limiti della democrazia svizzera, può essere utile chiedersi perché proprio in Svizzera esista una forma di democrazia del tutto particolare (Sonderfall) rispetto, per esempio, agli altri Paesi europei.
La risposta è semplice. In gran parte dei Paesi europei si è passati, per gradi o attraverso rivoluzioni, dallo Stato assoluto alla democrazia rappresentativa, limitando tuttavia la partecipazione diretta del popolo a periodiche elezioni di propri rappresentanti nelle assemblee elettive e a qualche consultazione straordinaria (per es. introduzione di una nuova costituzione, referendum abrogativo). La Svizzera moderna (dal 1848), invece, non è mai stata uno Stato assoluto, è nata come democrazia rappresentativa parlamentare (bicamerale) dalla libera aggregazione di popoli e Stati e ha sviluppato nei primi decenni della sua esistenza forme di democrazia diretta che costituiscono ancor oggi una delle caratteristiche congenite più importanti e irrinunciabili della Confederazione e di cui gli svizzeri vanno fieri.
Pertanto, quelle che in molti Stati democratici sono consultazioni straordinarie in Svizzera sono votazioni «ordinarie» e frequenti. Oltre alle periodiche elezioni (diritto elettorale: ogni quattro anni il popolo elegge i 200 membri del Consiglio nazionale), in Svizzera si svolgono da tre a quattro volte l’anno votazioni sui più svariati oggetti (modifiche costituzionali, leggi e decreti, iniziative popolari, ecc.) imposti dalla Costituzione (referendum obbligatorio) o voluti dai cittadini (referendum facoltativo).

Istituzioni sotto controllo
Va aggiunto che, pur avendo gli svizzeri in generale molta fiducia nelle istituzioni, non ne hanno così tanta da seguirle ciecamente in tutte le loro decisioni, soprattutto quando queste rappresentano o potrebbero rappresentare una limitazione dei diritti popolari. Parlamento e Governo sono tenuti per così dire a briglia corta, non tanto per sfiducia nei loro confronti, quanto piuttosto per una forma prudenziale, ben sapendo che certi diritti una volta persi ben difficilmente si possono riacquistare.
E’ anche possibile che ad influire sul comportamento «prudente» degli svizzeri ci sia pure una certa dose di paura ancestrale (legata alla situazione geopolitica) di perdere la libertà e il benessere di cui godono come individui e come collettività. Essa potrebbe forse spiegare almeno in parte il ritardo con cui in Svizzera è stato riconosciuto il diritto di voto alle donne a livello federale (1971), come pure la scarsa propensione a concedere la cittadinanza svizzera persino ai giovani stranieri di terza generazione.
La democrazia diretta svizzera ovviamente non è una forma di freno imposto dal popolo svizzero alle istituzioni e alle necessarie aperture che uno Stato moderno deve avere soprattutto nei confronti dei Paesi circostanti. Molto di più, essa rappresenta il coinvolgimento di tutti i cittadini affinché «insieme» (mitenand, un termine molto usato nella Svizzera tedesca) e responsabilmente conservino i valori conquistati, contribuiscano a risolvere i problemi attuali e a garantire alle future generazioni una prosperità sostenibile.

Principali forme della democrazia svizzera
La democrazia svizzera non si esprime in un atto unico, ma in una molteplicità di atti. Oltre al diritto elettorale, comune a tutte le democrazie moderne, la Svizzera conosce altre forme di decisione democratica che rappresentano tipicità svizzere oppure in Svizzera trovano modalità di espressione particolari, a cominciare dalla frequenza.
Come detto, gli svizzeri si recano alle urne, oppure votano per corrispondenza o per via informatica, tre-quattro volte l’anno perché gli oggetti da decidere non sono solo di livello federale, ma anche cantonale e comunale e di svariata natura (modifiche costituzionali, leggi e decreti, iniziative popolari, ecc.). Alcune votazioni sono imposte dalla Costituzione, altre sono volute dai cittadini; non sono mai «consultazioni» senza conseguenze. Ogni volta è espressa la volontà del «sovrano», cioè del popolo.
Non è possibile, per esempio, che sia introdotto un nuovo articolo nella Costituzione federale senza che il popolo svizzero l’abbia approvato o che la Svizzera aderisca a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità internazionali senza il benestare del popolo (referendum obbligatorio). Ma a richiesta di 50.000 aventi diritto di voto o di 8 Cantoni sono sottoposti al voto popolare anche le leggi federali, le leggi federali dichiarate urgenti e con una durata di validità superiore a un anno, i trattati internazionali di durata indeterminata che prevedono l’adesione a un’organizzazione internazionale o implicanti un’unificazione multilaterale del diritto federale, ecc. (referendum facoltativo).
Gli svizzeri hanno inoltre il diritto d’iniziativa, ossia possono chiedere (con 100.000 firme) di sottoporre a votazione popolare una loro proposta di modifica o integrazione della Costituzione federale (ma non possono chiedere una nuova legge o una modifica a una legge già esistente).

Referendum e iniziativa: due strumenti potentissimi
Consegna delle firme di una iniziativa popolare.
Molti osservatori considerano il diritto d’iniziativa inutile perché raramente le iniziative popolari riescono a superare, se del caso, lo sbarramento delle opposizioni del Consiglio federale, del Parlamento e dei principali partiti di governo. Credo che si sbaglino: l’iniziativa popolare è uno strumento potentissimo (anche se meno del referendum) nelle mani del popolo sia perché talvolta le iniziative riescono (e possono mettere in difficoltà il governo, come nel caso della votazione del 9 febbraio 2014 sull’immigrazione di massa) e sia perché comunque costringono le istituzioni a una più attenta valutazione dei problemi in questione e l’opinione pubblica a una riflessione collettiva impegnativa.
Sarebbe tuttavia ingenuo ritenere che la democrazia diretta presenti solo dei vantaggi. Ha anche dei limiti e degli svantaggi che non si possono nascondere. Tutto dipende da quale parte pende la bilancia, naturalmente nell’ottica svizzera. (Segue)

1 commento:

  1. Articolo interessante e chiarissimo.
    Un saluto. Antonino Alizzi

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